Tiriamo le somme

Due settimane fa a Cancun si è conclusa la sedicesima conferenza delle parti dell’UNFCCC, un successo politico e diplomatico insperato da molti ribattezzato come la vittoria del multilateralismo.

Grazie all’ottimo lavoro svolto dalla presidenza messicana e alla maggiore flessibilità dimostrata dai diversi paesi, ora possiamo nuovamente riporre fiducia nell’istituzione dell’UNFCCC come unico contesto possibile nel quale trovare soluzioni internazionali eque sui cambiamenti climatici. Questo rappresenta davvero un importantissimo balzo in avanti se ricordiamo com’era finito l’ultimo COP di Copenhagen non più di dodici mesi fa.

Il “Cancun Agreement” (l’accordo di Cancun) rappresenta così una pagina incredibilmente importante per la storia alla lotta ai cambiamenti climatici: al contrario ad esempio dell’Accordo di Copenhagen, quello di Cancun è stato adottato come una decisione dell’ONU, anche se non si tratta ancora di nulla legalmente vincolante – per quello bisognerà aspettare il prossimo COP che si terrà in Sud Africa.

C’è stata l’opposizione tenace della Bolivia, canadian pharmacy cheap generic viagra e anche se non sono ancora del tutto chiare quali siano le conseguenze dell’azione boliviana sul risultato della conferenza, l’impressione generale è che questa non rappresenti un ostacolo in quanto non ha pregiudicato l’adozione dell’accordo basato sul consenso.

Secondo la real kamagra presidente della COP Espinosa, infatti, non c’è stata alcuna obiezione formale all’adozione – in particolare la presidente si era riferita al fatto che il consenso non doveva essere interpretato come la possibilità di un paese di porre un veto su di una decisione altrimenti unanime (ancora qui la differenza con Copenhagen, dove i paesi contrari erano circa un quarto del totale e da qui l’impossibilità di far passare l’accordo come una decisione e la conseguenza del poterne prendere solamente “nota”).

Ma in cosa consiste l’Accordo di Cancun? Quali sono i suoi pregi e i suoi difetti? Esso ha stabilito la creazione di un fondo verde sotto la guida del COP per assicurare un fondo per la mitigazione e l’adattamento nei paesi in via di sviluppo. La World Bank sarà il trustee designato.

E anche se sulla mitigazione c’è ancora molto da fare, ci sono stati importanti progressi anche sull’adattamento e purchase kamagra in canada sugli MRV (procedure di misura, reporting e verifica che danno l’opportunità ai paesi di dimostrare le loro azioni per combattere i cambiamenti climatici).

Il più grande pregio è però rappresentato dalla ritrovata fiducia nell’istituzione da parte dei paesi partecipanti.

Una vera boccata di ossigeno per il processo. Il processo è ora salvo, il clima e il nostro futuro ancora no.

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Non il solito pacco!

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