Cambiamento? Cambiamo noi prima.

un-300x225Oggi qui a Bangkok sono iniziati i negoziati delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, con il segretario generale Yvo de cialis canada cheap Boer che aprendo la sessione esortava ad una maggiore cooperazione tra le parti ed ad un augurabile raggiungimento di evidenti progressi nei negoziati.

Le dichiarazioni delle parti come al solito lascerebbero presagire ad un futuro roseo, ma bisogna vedere quanta retorica verrà tramutata in realtà.

Per arrivare ad una soluzione c’è un inevitabile bisogno di cambiamento; io credo che non dobbiamo semplicemente aspettare che questo avvenga in queste conferenze, ma molto dipende anche da noi, dai nostri comportamenti quotidiani e dalla società in cui viviamo.

Vi racconto ora un piccolo aneddoto accaduto oggi che sa di metafora. Questa mattina ero seduto nella plenaria per assistere all’apertura ufficiale della conferenza e accanto a me sedeva un signore, apparentemente distinto e con accento nordamericano.

La sala era gremita e io mi assento per un paio di minuti, lasciando i miei oggetti personali sulla sedia, ma al mio ritorno trovo il suo computer portatile e i suoi documenti sopra i miei. Gli chiedo se può spostarli gentilmente, lui dice no. Penso stia scherzando, ma mi sbaglio; ripeto la mia richiesta facendo notare che io occupavo quel posto, e che comunque dovrebbe essere usato per le persone invece che per dei fogli, cheap viagra soft ma lui continua a ripetere che essendo un reporter ambientale ha bisogno di quello spazio per i suoi fogli e per scrivere sul suo computer.

Con tutta l’eleganza e brand viagra for sale la gentilezza che ho appreso dallo straordinario popolo thailandese in questi miei primi giorni di permanenza a Bangkok sorvolo su quanto accaduto (lasciando in cantina il mio profondo spirito italiano), ma tutto questo mi porta a pensare.. Se un giornalista ambientale che assiste ad una conferenza sui cambiamenti climatici può avere un comportamento così egoista, prendendo possesso di un qualcosa non suo non curandosi delle conseguenze delle sue azioni sugli altri, ma neanche lontanamente pensando all’ipotesi di condividere qualcosa con gli altri, allora come possiamo aspettarci che i governi possano cambiare, impegnandosi in obblighi ben più consistenti, come investire miliardi di euro?

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