Ecoscambio

descrizione

Il progetto nasce per fornire ai cittadini una piattaforma per lo scambio di beni altrimenti destinati al rifiuto, promuovendo così il loro riutilizzo e recupero sensibilizzando la comunità sull'energia e le materie prime utilizzate per la loro produzione. Il valore guida del progetto è di sviluppare una cultura della sostenibilità diffusa stimolando negli individui e nelle organizzazioni, attraverso un processo educativo ed informativo, comportamenti sempre più orientati all'adozione di soluzioni eco-compatibili. Questo progetto promuove uno stile di vita in favore di un minore impatto ambientale legato all'ottenimento di una migliore qualità di vita. Attraverso Ecoscambio, Greensharing vuole dare il suo contributo alla realizzazione di una società in cui i cittadini siano in grado di valutare l'impatto ambientale dei prodotti che acquistano, siano più attenti all'utilizzo delle risorse naturali e si sentano parte di una collettività dove non vengono scambiati esclusivamente beni ma anche sapere e conoscenze.

come funziona

Ecoscambio prevede lo scambio tra i membri di una comunità di beni usati; per essere equo e per sensibilizzare all'uso consapevole delle risorse naturali, lo scambio è regolato da un valuta virtuale determinata in base alla quantità di acqua utilizzata per la produzione dei beni stessi. Di norma è molto difficile calcolare con precisione quanta acqua è stata utilizzata nella produzione di un singolo bene perché i cicli produttivi sono molto complessi e cost viagra online variano da nazione a nazione, da azienda ad azienda. Per questo motivo e per rendere più semplice ed efficiente il mercato di Ecoscambio, Greensharing ha elaborato un metodo che distribuisce i beni in tre classi e a queste associa una valuta virtuale che regola gli scambi secondo il seguente schema:
valuta virtuale acqua consumata (litri) costo generico bene (€) esempi
goccia
< 2500 < 25 Giocattolo, portachiavi, libro, cd, dvd , T-shirt
gocce
2500 - 7500 25 - 75 Jeans, lettore musicale, periferiche PC
gocce
> 7500 > 75 Borsa in pelle, cellulare
  Non sono previste transazioni in denaro, e l'unico modo per ottenere la valuta virtuale è la consegna di oggetti al mercato.

patrocinii

Nel periodo Ottobre 2010 - Gennaio 2011, il progetto è stato realizzato grazie al patrocinio e al contributo della Circoscrizione "Colli - Villa Fabio" del Comune di Pescara.
partecipare a Ecoscambio Per partecipare basta una semplice iscrizione gratuita da effettuare in loco nel momento in cui viene consegnato un bene al mercato di Ecoscambio. È consigliabile recarsi al mercato con già qualche bene da consegnare così da poter iniziare subito a scambiare!

dove siamo

Il progetto Ecoscambio al momento non è attivo. Siamo in cerca di un luogo adatto ad ospitarlo e di volontari che ci aiutino nella gestione. Se siete interessati contattateci!
il progetto in dettaglio Con il Sesto Programma di Azione per l'Ambiente, l'Unione Europea definisce le priorità e gli obiettivi della politica ambientale europea, e descrive i provvedimenti da adottare per contribuire alla realizzazione della strategia in materia di sviluppo sostenibile da essa elaborata. Per i rifiuti, l'obiettivo specifico è ridurre la quantità finale del 20% entro il 2010 e del 50% entro il 2050. Tra le azioni da intraprendere vi è quella di elaborare una strategia per il riciclo dei rifiuti; infatti tra le sette strategie tematiche previste vi è una relativa al tema della prevenzione e al riciclaggio dei rifiuti, attraverso la limitazione della produzione degli stessi e la promozione del riutilizzo, del riciclaggio e kamagra uk del recupero. Greensharing, per raggiungere tali obiettivi,  propone il progetto “Ecoscambio” come strumento di scambio, tra i membri di una comunità, di oggetti non più utili al proprietario e, quindi, destinati a diventare rifiuto.

la scelta del mercato

Servirsi del mercato dell'usato è una pratica sempre più presente e abituale per i cittadini italiani, e ultimamente anche la Camera di Commercio di Milano ha certificato questa tendenza stilando un rapporto dove si nota un aumento del 31,5% di esercizi commerciali e nuove aziende che si occupano di mercati dell'usato dal 2004 al 2009 su tutto il territorio nazionale; tendenza in linea con quella internazionale dove il successo di questi mercati è sempre in aumento, come testimoniato dal successo di siti annunci ed aste online come Ebay.

la scelta dell'acqua

Il mercato di Ecoscambio non è basato sul semplice scambio di beni tra due persone, o sulla vendita e/o acquisto diretto di questi; la scambio di beni è regolato dall'uso di una valuta virtuale e non sono previste transazioni in denaro. Il valore del bene consegnato e ritirato dagli utenti è calcolato in base alla stima della  quantità di acqua necessaria per la produzione del bene stesso. La scelta di introdurre una valuta virtuale ed associarla ad una risorsa naturale ha soprattutto uno scopo educativo, ovvero aiutare i cittadini ad associare il valore di un bene all'impatto ambientale creato per la sua produzione. Abbiamo scelto l'acqua poiché è una risorsa familiare a tutti i cittadini: la conoscono e riescono a quantificarla più delle altre. Inoltre la disponibilità di acqua dolce rappresenta uno dei problemi più importanti che l'umanità deve affrontare, e sarà una questione sempre più critica nel futuro visto che è una risorsa ben più scarsa di quanto comunemente si pensi. Infatti, benché circa i 2/3 della superficie terrestre è ricoperta da acqua, la maggior parte di questa risorsa è troppo salata e quindi inutilizzabile dall'uomo. L'acqua dolce costituisce solo il 2,5% dell'acqua mondiale: di questa più dei due terzi è congelata nei ghiacciai e nelle calotte polari, mentre il resto si trova principalmente nelle falde acquifere con solo una minima parte presente nei fiumi, nei laghi e nell'aria. L'acqua potabile si stima essere solamente lo 0,1% del totale. I comportamenti quotidiani e gli stili di vita influiscono in maniera molto significativa su questa risorsa.  Ogni bene acquistato, ogni attività domestica e persino le abitudini alimentari incidono sul consumo di acqua mondiale. In una recente ricerca, il Pacific Institute di Oakland, California, ha fornito dati riguardanti le quantità d'acqua utilizzata pro capite in un anno per paese; da questi emerge come gli Stati Uniti abbiano un consumo generale procapite di 1.600 m3, la Spagna 864, l'Italia 723, la Germania 460, la Svezia 296 e il Regno Unito 197. É importante sviluppare una coscienza civile affinché le riserve d’acqua siano considerate una risorsa di tutti da tutelare nell’interesse delle generazioni presenti e future. Per dare una valutazione misurabile della quantità di acqua utilizzata per la produzione dei beni che vengono scambiati nel mercato, abbiamo utilizzato come riferimento le ricerche pubblicate sul sito waterfootprint.org, un network che promuove la transizione verso un uso dell'acqua più sostenibile, equo ed efficiente. Il concetto di impronta idrica (waterfootprint) e la metodologia di ricerca è stata sviluppata nell'ambito dell'UNESCO ed in seguito nell'Università di Twente, Olanda; ad oggi il network raccoglie un numero sempre maggiore di partner, tra cui: the Coca Cola Company, Barilla, Nestlé, Renault, Unilever e l'Università di Siena. L'elenco completo reperibile qui. Greensharing ha quindi elaborato un proprio metodo per assegnare un valore (espresso nella valuta virtuale  goccia) ai beni scambiati, in base ad una stima della quantità di acqua utilizzata nei processi produttivi dei beni stessi. L'obiettivo perseguito non è tanto quello di stabilire quanta acqua venga realmente utilizzata per ogni singolo bene, quanto la semplicità di utilizzo e di comprensione da parte dei cittadini di un metodo che debba educare ad una gestione oculata delle risorse.

il metodo

Come evidenziato, il valore dei beni all'interno del mercato di Ecoscambio viene calcolato in base ad una stima sulla quantità di acqua utilizzata per la loro produzione. Per rendere il mercato di Ecoscambio il più semplice ed efficiente possibile, abbiamo istituito tre classi in cui distribuire i beni e a queste abbiamo associato una valuta virtuale che regola gli scambi secondo il seguente schema:
valuta virtuale acqua consumata (litri)
goccia
< 2500
gocce
2500 - 7500
gocce
> 7500
  Di norma è molto difficile calcolare con precisione l'impronta idrica di un bene perché i cicli produttivi sono molto complessi e variano da nazione a nazione, da azienda ad azienda. Per questo motivo, invece di concentrarsi su un singolo bene, il metodo prende in considerazione i valori globali di consumo di acqua e di valore aggiunto nella produzione industriale. Dato il consumo globale d'acqua pari a 5573,77 km3 dei quali il 15,1% nel settore industriale[1] e dato il valore aggiunto globale generato dalla produzione industriale[2] pari a 6.900.574.221.931,6 $, possiamo stimare l'impronta idrica di un bene in circa 78 litri per ogni dollaro del suo valore ossia circa 97 litri per ogni euro[3]. Visto l'obiettivo della creazione di questo metodo che, come già ricordato, è la semplicità di utilizzo e di comprensione da parte dei cittadini a fini educativi, arrotondiamo l'impronta idrica di un bene industriale a 100 litri d'acqua per ogni euro del suo valore. Il seguente schema illustra questa corrispondenza:
valuta virtuale acqua consumata (litri) costo generico bene (€) esempi
goccia
< 2500 < 25 Giocattolo, portachiavi, libro, cd, dvd, T-shirt
gocce
2500 - 7500 25 - 75 Jeans, lettore musicale, periferiche PC
gocce
> 7500 > 75 Borsa in pelle, cellulare
 
Fonte: CIA The World Factbook via NationMaster.com - URL: http://goo.gl/Nuuj , http://goo.gl/kD0j Fonte: CIA The World Factbook via NationMaster.com - URL: http://goo.gl/mmOt Cambio dollaro euro a 0,804784 calcolato sulla media dei cambi negli anni 2004-2005, periodo di rifermento nei dati alla nota 2  
FAQ fonte: http://www.waterfootprint.org/downloads/TheWaterFootprintAssessmentManual.pdf

1. Che cos’è il water footprint (impronta idrica)

Il water footprint è un indicatore di quanta acqua è stata utilizza e inquinata, dove e quando, durante il processo di produzione di un prodotto o di un servizio. Mostra l’impatto che gli uomini hanno con i loro stili di vita su questa risorsa limitata e aiuta in questo modo a raggiungere un uso dell’acqua più sostenibile, equo ed efficiente. Non si limita quindi al consumo diretto di acqua che poi generalmente rappresenta la parte minore, ma estende il calcolo anche al consumo indiretto, ovvero la parte maggiore.

2. E' così importante l'impronta idrica?

La richiesta di acqua potabile è in costante aumento. Diverse aree della Terra stanno già affrontando (e molte altre aree li affronteranno) i problemi legati alla scarsità dell'acqua potabile, una risorsa naturale limitata anche se l'idea comune è che ce ne sia in abbondanza. L'idea di tracciare l'impronta idrica di un bene è essenziale per capire quanto il proprio stile di vita influisca direttamente sul consumo di questa risorsa. Un'analisi attenta ai propri consumi può aiutare a ridurre di molto la quantità di acuqa utilizzata. Praticamente ogni bene acquistato, che sia di genere alimentare o industriale, si ottiene tramite il consumo di acqua durante il suo processo produttivo; grazie all'impronta idrica oggi sia noi che i produttori possono valutare questi quantitativi e decidere dove ridurre il proprio impatto ambientale.

3. Come possiamo ridurre il nostro water footprint?

Ci sono diversi modi per ridurre la propria impronta idrica. Possiamo intervenire in maniera diretta nelle nostre abitazioni, ad esempio utilizzando areatori per rubinetti, chiudendo l’acqua mentre ci insaponiamo sotto la doccia, ci laviamo i denti o ci radiamo, annaffiando in modo più efficiente i nostri giardini e non scaricando medicine, vernici o altri inquinanti nei lavandini (guarda la nostra sezione delle Greentips sull’acqua qui). Il consumo indiretto di acqua coinvolge una ben più ampia serie di azioni che svolgiamo e che riguardano anche le nostre abitudini alimentari. Scegliere di consumare meno carne e più verdure, bere più acqua e meno sode, succhi ed alcolici, ad esempio, può ridurre di molto il nostro water footprint. In generale, scegliere tra due prodotti simili quello che ha richiesto un minore utilizzo di acqua o che proviene da aree dove la scarsità dell’acqua non è un problema, è sempre la scelta giusta. Ovviamente questo richiederebbe anche una maggiore trasparenza nei processi di produzione e una maggiore informazione nei confronti dei consumatori.

4. C’è differenza tra il water footprint ed il carbon footprint?

I due concetti sono simili in quanto entrambi si occupano degli impatti ambientali causati dalla produzione di beni e servizi e dagli stili di vita. La differenza è che mentre per le emissioni di carbonio non è importante la localizzazione geografica, dato che ad esempio progetti di offset in una zona possono bilanciare emissioni in un'altra, non è lo stesso per il consumo di acqua che è ben più localizzato e meno bilanciato a livello globale.

5. Perché consideriamo l’acqua dolce scarsa se possiamo ottenerla con la desalinizzazione dell’acqua salata?

La desalinizzazione dell’acqua salata è una pratica molto costosa che richiede una grande quantità di energia, un’altra risorsa limitata, anch’essa molto costosa e che attualmente comporta grandi impatti ambientali soprattutto in termini di inquinamento. Si sostituirebbe quindi una risorsa limitata (acqua dolce) con un’altra altrettanto limitata (energia).

Associazione di promozione sociale, culturale e sportiva dilettantistica Greensharing - Via Mazzini 166, 65122 Pescara, Italy - P.Iva 01896240684 - Privacy